Una serie di vere e proprie “chicche” della Trieste dell’800 e del primo ’900, testimonianze storiche e artistiche di enorme valore, rimaste da sempre chiuse negli archivi, tanto affascinanti e preziose quanto del tutto sconosciute, ma che ora, in molti casi per la prima volta, usciranno finalmente allo scoperto per l’arricchimento visivo e culturale dei visitatori: questo sarà – assieme alle tradizionali visite alle sale e palazzi prescelti per l’occasione, guidate dagli ormai mitici giovani “apprendisti ciceroni” – uno degli ”ingredienti” forti dell’appuntamento triestino con le imminenti“Giornate FAI di Primavera”, giunte alla loro 26ª edizione nazionale e annunciate stamane in Comune, all’Assessorato al Turismo di via Genova 6.
“Giornate” che, come è stato spiegato nella conferenza stampa di presentazione cui sono intervenuti l’Assessore comunale al Turismo e Promozione del Territorio, la Capo Delegazione FAI di Trieste prof. Mariella Marchi e la responsabile FAI Scuola FVG Mirella Pipani, si svolgeranno quest’anno sabato prossimo 24 marzo e domenica 25 (Domenica delle Palme) e coinvolgeranno nella nostra città il “Palazzo Revoltella” (ovvero la parte “baronale” del comprensorio del Museo “Revoltella” di via Diaz) e l’Istituto Tecnico “Alessandro Volta” nella cui nuova sede di via Monte Grappa sono stati ricollocati gli antichi strumenti di laboratorio e i preziosi archivi già situati nella storica ex sede di via Battisti. (in precedenza l’iniziativa del FAI aveva interessato due anni fa il Porto Vecchio e l’anno scorso la storica sede dell’Istituto Tecnico Nautico e il Palazzo dell’ex Lloyd Austriaco di piazza dell’Unità, poi del Lloyd Triestino e oggi sede della Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia, n.d.r.).

Stavolta l’intento – come hanno sottolineato le rappresentanti del FAI – è quello di illustrare un periodo particolarmente interessante della storia di Trieste, quello che va dalla fase del massimo sviluppo commerciale-emporiale al successivo momento della predominanza dell’attività industriale e delle scienze applicate. Un “tragitto” che può essere ben rappresentato tramite il “percorso” – ideato dalla Delegazione FAI di Trieste con il Gruppo FAI Giovani – denominato “Mito e Storia del Barone Revoltella” che andrà a connettere, come detto, il Palazzo baronale di via Diaz all’Istituto Tecnico “Volta”. In proposito, pochi sanno che il barone Pasquale Revoltella, uomo moderno e illuminato, dalle visioni ampie e importanti e “personaggio” in tal senso emblematico di quella specifica fase storica, oltre alle molteplici attività imprenditoriali e al noto coinvolgimento nell’impresa del Canale di Suez, fu anche – quale sostenitore fiducioso della cultura e dell’istruzione quali irrinunciabili fattori di sviluppo – il principale promotore e istitutore, nel 1850, assieme a Francesco Gossleth, di quella “Scuola triestina di disegno” pensata per i giovani che intendevano avviarsi alle industrie, dalla quale derivarono prima la “Staatsgewerbeschule” o Scuola Industriale Statale di Trieste, voluta nel 1887 dal governo viennese, in un’ottica di miglioramento dell’istruzione professionale e di elevazione ordinata e progressiva della classe operaia, e poi l’Istituto “Volta”. In merito può essere interessante notare come a Milano, maggior centro dell’industria italiana di quegli anni, avrebbero dovuto trascorrere ancora ventun’anni (1908) perché vi si istituisse una scuola simile a quella triestina!
Intanto, alla nostra Scuola Industriale – è stato ricordato oggi – numerosi furono gli artisti insegnanti, e numerosi artisti furono allievi di questa scuola, e tra di essi i nomi più importanti della Progettazione e dell’Arte triestina del Novecento. Ed è proprio di questi che, ancora oggi, nel finora poco noto archivio del “Volta”, restano diverse produzioni, reperti e testimonianze, che durante le prossime “Giornate FAI di Primavera 2018” potranno venir apprezzate, grazie anche al contributo degli Apprendisti Ciceroni®, gli studenti appositamente formati dal FAI, dai loro professori e da esperti storici e storici dell’arte nel corso dei mesi scorsi, che faranno da guida ai partecipanti al “percorso”.

Il programma comprende dunque le visite al “Palazzo Revoltella”, splendida costruzione iniziata nel 1853 sotto la direzione dell’architetto berlinese Friedrich Hitzig e quindi inaugurata nel 1859 per diventare la residenza privata del Barone, e così ospitare, nelle magnifiche sale di rappresentanza, i personaggi più illustri dell’aristocrazia e dell’alta borghesia dell’Impero; e quindi all’Istituto “Volta”.
L’orario di visita del “Palazzo Revoltella” andrà dalle ore 10 alle 18 di sabato 24 marzo e dalle 10 alle 17 di domenica 25.
All’Istituto Tecnico “Volta” (nella nuova sede di via Monte Grappa) l’orario di visita sarà invece dalle ore 10 alle 17 limitatamente alla giornata di domenica 25 (con la “chicca” per i Soci FAI della visita ai Laboratori e all’Archivio dell’Istituto).
In “compenso”, proprio gli allievi del “Volta” e dell’Istituto “Galvani” coadiuvati dai loro docenti, cureranno l’interessantissima mostra “Il Volta: una Scuola tra Arte e Tecnica nella Trieste dell’Impero” che, quale evento collaterale alle “Giornate FAI di Primavera” e in co-organizzazione con il Comune di Trieste, sarà inaugurata già martedì 20 marzo, alle ore 18, nella Sala Comunale d’Arte di Piazza dell’Unità. E proprio in questa mostra, che si potrà visitare fino a venerdì 23, dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, e ancora sabato 24 e domenica 25, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20, “appariranno” molti di quei preziosi reperti d’archivio risalenti ai primi del ’900, fin qui poco o nulla visibili di cui si parlava, tra i quali studi di decorazione pittorica e muraria, fregi, progetti, disegni tecnici, grafiche in stile liberty, elementi d’arredo e intagli realizzati dai più importanti artisti, architetti e pittori della Trieste d’inizio secolo scorso, assieme a strumentazioni tecnologiche storiche. La mostra, inoltre, sarà arricchita dalla proiezione di un filmato riguardante anche i dipinti reperiti sulle pareti della soffitta di via Battisti (vedi anche depliant allegato).
L’intera manifestazione si concluderà poi domenica 25, alle ore 18, nell’Aula Magna del “Volta” (sempre in via Monte Grappa), con una piacevole performance del Gruppo Teatrale dell’Istituto dal titolo “Viva el Baron! Una soffitta, un delitto. Ma nessun cadavere” (ispirata alla detta vicenda dei graffiti e disegni opera di docenti e studenti del “Volta” poi divenuti famosi artisti, rinvenuti sulle soffitte della vecchia sede di via Battisti e che ora rischiano di scomparire nel silenzio…). Seguirà la cerimonia di consegna degli attestati agli “Apprendisti Ciceroni®” di tutte le Scuole triestine che hanno guidato le visite di questa edizione 2018 delle “Giornate FAI di Primavera”.
Visite – da ricordare – che, oltre che in Italiano, saranno possibili come di consueto anche in lingua Slovena e Inglese (previa prenotazione scrivendo a: trieste@delegazionefai.fondoambiente.it).

Nel corso della conferenza, mentre Mariella Marchi e Mirella Pipani hanno rimarcato l’importanza delle iniziative del FAI – Fondo Ambiente Italiano che è progressivamente riuscito a coinvolgere “milioni di persone alla scoperta dell’Italia e suoi tesori”, ringraziando quindi i tanti volontari e gli studenti Apprendisti Ciceroni (fino a 40.000 in tutto il Paese!), e, per le nostre manifestazioni locali, la Regione e il Comune di Trieste, l’Associazione Volontari Vigili del Fuoco per il suo prezioso supporto, nonché tutti i negozi e pubblici esercizi che in questi giorni espongono il materiale informativo nelle loro vetrine (cliccando sulla pagina Facebook della Delegazione di Trieste del FAI si contribuirà alla scelta della vetrina più bella 2018), la preside del “Volta” prof. Clementina Frescura dal canto suo ha evidenziato “gli aspetti storici fondamentali che saranno illustrati nella mostra alla Sala Comunale” e il grande coinvolgimento dei ragazzi che collaborano con entusiasmo all’iniziativa.

In apertura della presentazione l’Assessore comunale al Turismo e Promozione del Territorio ha sottolineato la soddisfazione dell’Amministrazione per i grandi risultati turistici che Trieste sta conseguendo in questi anni, frutto anche di un Piano comunale del Turismo per la prima volta concretamente adottato e sviluppato, il cui obiettivo strategico principale è quello, da sempre agognato, di riuscire a “far restare i turisti in città”, nella chiara certezza che proprio il turismo è diventato il comparto economico più forte in città in questa fase. In questo quadro anche la prossima introduzione di una equilibrata “tassa di soggiorno” potrà portare un significativo contributo al supporto di ulteriori iniziative di sviluppo in questo settore, condividendo attentamente con le categorie la ripartizione e destinazione dei preziosi fondi che ne deriveranno. E nella stessa direzione, altrettanto importanti sono le attività di attrazione culturale come quelle svolte dal FAI, con capacità organizzativa, passione, entusiasmo e un più che opportuno coinvolgimento dei giovani, e perciò in grado di attirare numeri sempre crescenti di cittadini e di turisti presentando nel modo più efficace tante novità e interessanti curiosità di questa città e del suo ricco patrimonio storico-culturale; un patrimonio importante e peculiare, spesso ancora da scoprire e da valorizzare pienamente come senz’altro meriterebbe.

Le “Giornate” nazionali del FAI sono anche un’occasione di sensibilizzazione sulla tutela del patrimonio culturale italiano e di raccolta pubblica di fondi a tale scopo, denominata “Insieme cambiamo l’Italia”. Tutti – è stato precisato – possono dare il loro sostegno attraverso l’iscrizione annuale (che vale tutto l’anno per avere sconti, omaggi e opportunità e in occasione delle Giornate FAI di Primavera per visite esclusive e per corsie preferenziali), oppure con un contributo facoltativo, preferibilmente da 2 a 5 euro, che verrà richiesto all’accesso di ogni luogo aperto o ancora con l’invio di un sms solidale al numero 45592, attivo fino al 1 aprile.

Le “Giornate FAI di Primavera” si svolgeranno il 24 e 25 marzo in 400 località d’Italia con l’apertura di oltre 1.000 siti: chiese, ville, giardini, aree archeologiche, avamposti militari, interi borghi, tesori di arte e di natura spesso sconosciuti, inaccessibili ed eccezionalmente visitabili in questo prossimo fine settimana, con un contributo facoltativo.
Per l’elenco completo dei beni aperti e per conoscere il dettaglio degli orari è possibile consultare il sito www.giornatefai.it o telefonare al numero 02-467615366. Inoltre l’APP FAI è scaricabile gratuitamente dagli stores di Apple e Google per gli utenti i-Os e Android. L’app è geolocalizzata e riconosce la posizione dell’utente, indicando la mappa dei luoghi più vicini da visitare. Le Giornate FAI sono sempre più social e sono contraddistinte dall’hashtag #giornatefai. I profili regionali sono: Facebook @FaiGiovaniFvg, Instragram @faigiovanifvg e Twitter @FAI_FVG.

COMTS – FS

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